Le teorie post-coloniali e decoloniali sono state importanti negli ultimi anni per fare luce su molti problemi della scienza, delle sue istituzioni, metodi, epistemologia. Recentemente, però, sono state criticate da intellettuali del Sud Globale, specialmente nell’ambito di movimenti anti-coloniali indigeni, della diaspora africana, del femminismo. La scienza, la divulgazione scientifica, e “i decoloniali” hanno ricevuto critiche, basate principalmente sul fatto che riproducono paradigmi e relazioni “daltonici” ai saperi, ai contesti, alle pratiche epistemiche e alle lotte concrete di quei gruppi sociali che le campagne dei paesi centrali vorrebbero includere e rendere protagonisti a partire da parole d’ordine come STEM, RRI, engagement, citizen science. Discuteremo alcune di queste critiche, mostrando temi, attori, prospettive teoriche ed esperimenti alternativi, specialmente a partire dall’America Latina. Mostreremo che uno sguardo al Sud può aiutare a rinnovare forme di attuazione per scienziati e istituzioni, politiche di partecipazione e appropriazione sociale della scienza: innovazioni oggi necessarie, ancor più se pensiamo nei contesti attuali post-normali e di crisi delle democrazie.
L'evento prevede solo la partecipazione online